Le griglie non ci dicono chi sono i bambini.

I bambini non sono delle griglie !

Ieri, una collega mi ha chiesto la consulenza per una griglia di modulistica  didattica.

Per chi non è addetto ai lavori vi spiego un attimo cosa sono le griglie.

Le griglie vengono stipulate sui bambini che hanno il PEI ( Piano Educativo Individualizzato ) oppure PDP ( Piano Didattio Personalizzato) tutto questo viene creato con la famiglia, le figure che ruotano intorno al bambino e il DS. Inoltre, delle volte le griglie vengono utilizzate semplicemente come strumento di osservazione.

Le griglie nascono per aiutare il bambino, per aggevolarlo nell'apprendimento, per monitorare la sua situazione e per comprendere meglio le sue difficoltà. Tutte motivazioni super valide, se non fosse che sono proprio queste griglie che bloccano i bambini  e non permettono  all'adulto  di capire realmente chi sono. 

Usare questi strumenti come unico mezzo per parlare del bambino è un errore gravissimo. I bambini non sono dei test da laboratorio, alla quale basta mettere una crocetta nella casella giusta. I bambini sono formati da un'identità, personalità, creatività, intraprendenza, sogni, obiettivi e molto altro ancora; tutti elementi importantissimi che non emergono dalle griglie. 

Come possiamo ridurre l'apprendimento e la formazione di un individio alla compilazione di una griglia standardizzata e apatica? Come si può entrare in relazione con lui, se l'unico pensiero della maestra è compilare quella benedetta griglia?

Inoltre, vi assicuro che la compilazione di tale strumento viene fatta in modo soggettivo; ciò significa che le cose appuntate da una docente non per forza corrispondono alla percezione di un'altra maestra o della famiglia. La soggettività non ci garantisce la scientificità, questo è in contraddizione con la pedagogia e quindi anche con la didattica che invece hanno valore scientifico. 

Purtroppo la soggettività dell'insegnante mentre compila le griglie, delle volte anche senza competenze, rischia di danneggiare a livello cognitivo ed emotivo un bambino.

Pensate solo per un attimo  come possa sentirsi un bambino che arriva in classe e fa attività diverse dagli altri bimbi, viene allontanato dal gruppo classe, non può svolgere le attività di socializzazione insieme agli altri. I bambini percepiscono di essere diversi. Sentono che non sono uguali agli altri e questo li porta a convincersi di essere incapaci, tutto ciò provoca in loro un sentimento di inquietudine. 

L'autostima dei bambini viene annullata, disintegrata per colpa di questo tipo d'atteggiamento. Non dobbiamo valutare i bambini attraverso una griglia, ma attraverso l'approccio scientifico pedagogico; solo cosi possiamo realmente compiere il loro "bene ". 

Molti alunni per colpa di certificazioni e griglie non vengono più stimolati, gli viene proprinata una didattica banale e al di sotto delle loro possibilità. Capite da soli, che questo non aiuta il bambino a progredire ma bensì lo porta a regredire sia a livello didattico ma non solo anche a livello mentale. 

Nelle scuole c'è bisogno di molta più consapevolezza professionale. Un docente non è tale perchè compila una griglia, ma perchè forma entità autonome e indipendenti. In realtà questo all'interno delle scuole non succede, gli alunni vengono trattati tutti allo stesso modo e sono intrappolati all'interno di un meccanismo che non li considera. 

Per ritornare un attimo alla mia collega vi racconto un pò cosa è successo. 

Collega: "Antonella, puoi dare un'occhiata alla griglia? Cosa ne pensi?". 

Io (con una faccia molto perplessa): " Certo ti dico subito il mio pensiero. Le griglie per me non servono a nulla! Io mi occupo di didattica, no di compilazione di carte! All'interno di questa griglia non c'è scritto nulla del bambino, non si parla di lui. C'è scritto solo quello che il DS e altre colleghe vogliono sentirsi dire". 

Collega: "Scusami, ma siamo obbligate a farlo?".

Io: "Obbligate? Da chi ? Perché ? Volete delle informazioni utili sul bambino? Ve le fornisco io volentieri! L. non è assolutamente aggressivo, come c'è scritto qui. Reagisce se viene provocato, ha strattonato un compagno perché a sua volta è stato strattonato. Gli piacciono tanto le costruzioni per questo motivo, quando esce dalla classe corre per arrivare primo e prenderle. E' il primo che si reca da un compagno se lo vede in difficoltà , è il primo che si avvicina a qualcuno che piange, è il primo che chiede aiuto se qualcuno ha bisogno. E' sensibile, empatico ed estremamente intelligente. E' furbo e apprende in modo rapido. In classe si alza? Vero. Sai perché? Perché si annoia terribilmente, ogni giorno fa sempre le stesse cose. I suoi compagni vanno avanti e lui resta sempre fermo. Pensi che questo lui non lo noti ? Inoltre, si innervosisce e butta tutto per aria! Verissimo. Mah in questa griglia non c'è scritto cosa è successo prima di quell'episodio, non c'è scritto cosa o chi ha provocato in lui una reazione del genere. Noi sappiamo cosa è successo! I bambini hanno dei linguaggi diversi che vanno analizzati e compresi. All'interno della griglia ci sono solo gli aspetti negativi di L. per me lui è tutto tranne che negativo. Ognuno di noi, ha del lavoro da fare su se stesso. Se mai un giorno ti venisse in mente di fare una griglia su di me preparati al peggio! Se prendessimo tutti gli adulti del pianeta oppure se facessimo queste griglie sui colleghi i dati che emergerebbero sarebbero devastanti. Uscirebbero fuori dislessie, iperattività, disturbo del comportamento, discalculia ecc. Quindi, cara collega svolgiamo il nostro lavoro, non perdiamo mai di vista il perchè abbiamo scelto questa professione".

Collega: "Allora pensi che non sia utile?". 

Io: "Credo che sia utile, guardare i bambini negli occhi e comprendere chi sono. Dobbiamo dargli gli strumenti neccessari per renderli liberi e indipendenti". 

Vi ho raccontato solo una piccola parte di un lungo confronto per dirvi che : "Le griglie non servono ai bambini ma agli adulti. Questi strumenti sono deleteri per lo sviluppo del bambino. Vengono compilati in modo superficile e negativo".

Io conosco i miei ragazzi e no perchè uso una griglia, li conosco perchè mi interesso a loro. Parlo con loro, entro in relazione e creiamo un rapporto di fiducia. Si fidano di me e io mi fido di loro, solo cosi si raggiungono i progressi didattici. 

Non dobbiamo screditare i bambini quello non è il nostro lavoro. Dobbiamo valorizzarli, dobbiamo accrescere il loro livello di abilità; colmare le difficoltà (che tutti abbiamo) e sviluppare in loro, interesse e curiosità. 

Alzate la testa dal foglio care insegnati e ritornate a fare il vostro lavoro. I bambini dipendono da voi e dal pensiero che voi avete su di loro. Si, il vostro pensiero li condiziona sia in modo negativo che positivo. 

Dr.ssa Antonella Manfredi