Sono gli adulti che educano i bambini alla discriminazione. Tratto da una storia vera

I diversamente abili!

Ieri sera mentre davo uno sguardo rapido ai vari gruppi di facebook ho letto questo meraviglioso racconto che protrete trovare alla pagina "Sostegno il sostegno". 

Questo racconto ho deciso di metterlo nel mio blog e quindi di condividerlo con voi; non solo perché i bambini ci insegnano il vero valore della vita, ma soprattutto perché i bambini ci educano alla vita. 

Questo racconto veritiero ci permette ancora una volta di toccare con mano la forza e l'autenticità dei  nostri bambini. 

I bambini sanno accogliere, amare, gratificare, proteggere, elogiare ma non sanno discriminare quest'ultima gli viene insegnata dagli adulti. 

Buona lettura, affinché questa storia apra i cuori dei miei lettori

 

Dott.ssa Antonella Manfredi

 

I diversamente abili!

"Oggi papà mi accompagna a scuola. Mi ha detto che incontrerò i miei amici diversamente abili. Diversamente abili perché sono bravi a fare le cose , ma le fanno tutte in modo diverso . Se io sono bravo in disegno, Manuela è brava in matematica , così come Andrea fa dei discorsi che nessuno capisce ma che alla maestra piacciono tantissimo. 

Avrò anche due maestre diversamente abili. Perché una è abile in italiano, mentre l'altra preferisce  numeri, la matematica e le scienze. Anche i miei genitosi sono diversamente abili: mio padre è abilissimo a urlare quando la mamma sta troppo al telefono e mamma è abilissima a prendermi in braccio e consolarmi se mi viene da piangere . Poi, c'è Lucia : la mia compagna di banco che è in carrozzina . Lei è diversamente abile perché ha una pazienza infinita . Quando giochiamo sorride sempre e se corriamo dice : "Correte voi, io guardo chi arriva primo". Vorrei essere come Lucia quando Carlo mi prende in giro. Ne sono certo, Lucia sarà una scienziata o una maestra perché riesce a vedere sempre le cose che noi non vediamo. Un pò come Karim di 5^ A che non ci vede, ma lui dice che ci vede benissimo perché gli occhi osservano solo una parte del carattere delle persone. Lui secondo me è diversamente abile perché ha gli ultrasensi come i supereroi. 

L'unica che non capisco è la mamma di Nicolas che, quando lo viene a prendere a scuola, dice sempre a tutte le mamme: "Oh, ma non ce n'è uno normale in questa scuola?!"

No. 

Non c'è.  E a me la Scuola piace così". 

Stefano Antonini